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Ritratto d'autore: Johann Stamitz

in onda venerdì 16 novembre alle ore 12,00

Ritratto d'autore: Johann StamitzNel momento in cui Mozart cominciò a scrivere sinfonie, esistevano quattro diversi stili sinfonici: quello italiano, quello di Mannheim, il viennese e il tedesco. La sinfonia prendeva origine dall'ouverture dell'opera italiana, dalla quale deriva anche il nome, e aveva in origine tre movimenti (veloce-lento-veloce). Lo stile era leggero, con una tenue linea melodica accompagnata da accordi.

Dalla parte opposta si poneva lo stile della sinfonia di Mannheim. L'orchestra della città sede di una corte tedesca, che aveva assoldato eccellenti musicisti ad arco, in particolare dalla Boemia, amava esibire il proprio virtuosismo. Compositore principale di questa orchestra, che probabilmente non aveva eguali tra le coeve formazioni strumentali per bellezza delle proprie esecuzioni, fu dal 1750 Johann Stamitz (Deutschbrod, 17 giugno 1717 - Mannheim, 27 marzo 1757).

Assunto dalla corte di Mannheim nel 1741 o nel 1742, Stamitz si era fatto rapidamente strada, diventando Primo violino di Corte nel 1743, con uno stipendio più alto di qualunque altro strumentista dell'orchestra. Concertmeister dopo soli due anni, con il compito di condurre le prove, dirigere le esecuzioni, eseguire concerti e comporre lui stesso, nel 1750 fu nominano direttore della musica strumentale.

Rispetto alle quelle italiane le sinfonie di Stamitz erano molto più lunghe e complesse. Ogni strumento aveva occasione di mettersi in luce, la tessitura contrappuntistica orchestrale era più spessa e caratterizzata da una serie di brevi frammenti echeggiati da uno strumento all'altro. Il numero dei movimenti passò da tre a quattro, con l'aggiunta di una danza (come ad esempio il minuetto e trio) prima del finale.

Emozionanti e per il tempo del tutto inediti crescendo avevano reso celebri le esecuzioni delle sinfonie dell'orchestra di Mannheim, come potremo ascoltare nella Sinfonia in mi bemolle maggiore op. 11 n. 3.

Tra gli altri doveri di Stamitz rientrava anche la supervisione e l'esecuzione di musica da camera e di alcune opere, balletti e anche funzioni religiose, come nel caso della Missa Solemnis in re maggiore per soli, coro, orchestra e organo, secondo ascolto del programma odierno, scritta in uno stile concertante di grande modernità per la sua epoca. Dalla produzione da camera ascolteremo poi il Trio in mi maggiore per orchestra d'archi op. 5 n. 3.

Stamitz compose anche concerti: tra questi, oltre a numerosi concerti per violino, almeno due per clavicembalo, dodici per flauto, uno per oboe e uno per clarinetto, vi è anche il Concerto in re maggiore per tromba e orchestra.

Tornato a Mannheim probabilmente nell'autunno del 1755 dopo un lungo viaggio a Parigi, dove si era esibito per la prima volta a un Concert Spirituel, Stamitz morì trentanovenne meno di due anni più tardi. Nel suo atto di morte si legge: "Sepolto, Jo'es Stainmiz, direttore di musica a corte. Difficilmente si troverà un altro tanto esperto nella sua arte" .

Quella degli Johann Stamitz è stata una famiglia di artisti: il padre Antonín Ignác, fu organista presso la Chiesa del Decano prima di diventare mercante, proprietario terriero e consigliere comunale. Ma anche i tre fratelli Joseph Frantiaek, Antonín Tadeáa e Václav Jan sono stati rispettivamente un pittore e due musicisti.


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