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Sistema Amara. Sentenze comprate al Consiglio di Stato, perquisizioni e arresti per corruzione

07 febbraio 2019 ore 17:25
di Luca Chianca
 
Bufera sul Consiglio di Stato. Questa mattina il gip di Roma Daniela Caramico D’Auria ha emesso quattro ordinanze di custodia cautelare con l’accusa di corruzione in atti giudiziari.

Ai domiciliari sono finti il giudice Nicola Russo, già coinvolto in altre vicende giudiziarie, l’ex presidente del Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Sicilia, Raffaele Maria De Lipsis, l’ex giudice della Corte dei Conti, Luigi Pietro Maria Caruso mentre il deputato dell’Assemblea regionale siciliana Giuseppe Gennuso, seppur raggiunto dall'ordinanza di custodia cautelare, è al momento irreperibile ai magistrati in quanto risulterebbe all’estero.

Sono in totale quattro gli episodi di corruzione contestati dai magistrati di piazzale Clodio, coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Ielo. In totale – secondo l’accusa – il denaro utilizzato per corrompere i giudici si attesterebbe sui 150 mila euro. L’indagine si basa sulle dichiarazioni fatte negli ultimi mesi dagli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore, arrestati nel febbraio del 2018 scorso nell’ambito in uno dei filoni dell’inchiesta. 

Gli arresti di oggi, infatti, sono solo l'ultimo atto dell’inchiesta della magistratura intorno al cosiddetto Sistema Amara nato a Siracusa qualche anno fa. L'avvocato Piero Amara, uno dei più noti legali dell'Eni nel sud Italia, secondo i magistrati di diverse procure italiane, da Milano a Messina passando per Roma, è al centro di un sistema corruttivo tra imprenditori che partecipano agli appalti pubblici milionari, magistrati ordinari e giudici del Consiglio di Stato.

Riguardo la vicenda che vede coinvolto l'ex presidente del Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Sicilia, Raffaele Maria De Lipsis, gli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore, la settimana scorsa Report ha intervistato Pippo Gianni, oggi sindaco di Priolo, ex parlamentare dell'Udc ed ex deputato regionale siciliano. Gianni dopo esser stato eletto nell'assemblea regionale nel 2014 ha perso il seggio a seguito della sentenza emessa dal giudice De Lipsis che, accogliendo il ricorso di Giuseppe Gennuso, ha annullato le elezioni regionali vicino Siracusa chiedendone di nuove limitate solo ad alcune sezioni dei Comuni di Pachino e Rosolini. Dopo queste "mini" regionali Gennuso è diventato deputato mentre Gianni ha perso il posto. Secondo l'accusa della Procura la sentenza sarebbe stata comprata al prezzo di 30 mila euro attraverso il tramite dell'amico consigliere della Corte dei Conti Caruso. L’intervista in esclusiva è un’anticipazione dell’inchiesta di Report in onda a marzo.