di Guido Barlozzetti
Serata di duetti la quarta di Sanremo e anche con qualche sussulto rispetto alle altre. Ci pensano Roberto Benigni e Geppy Cucciari. Il primo, senza capriole, mette in fila alcune battute che lasciano il segno, ciao a Marcella Bella che diventa Bella ciao, Musk innamorato di Giorgia, Roma o Marte e Trump che vuole annettere la Liguria.
E poi L’inno del corpo sciolto e un saluto al Presidente Mattarella. Cucciari è ruvida come da copione, quanto basta per far risaltare la rigidità delle scalette, ma anche con una sostanziale complicità con Carlo Conti. I duetti sono forse l’occasione per un laboratorio di esperimenti in cui i Campioni possono mettersi insieme con chi vogliono per una cover quale che sia.
E così succede che Clara con i tenori del Volo si cimenti in The Sound of Silence che fu di Simon & Garfunkel, che Lucio Corsi incontri Topo Gigio Nel blu dipinto di blu, che Gaia con Toquinho rifaccia La voglia, la pazzia di Ornella Vanoni, e ancora Simone Cristicchi con Amara non deflette dalla linea ispirata e dolorosa con La cura di Franco Battiato, Coma-Cose euforizzano con Johnson Righeira su L’estate sta finendo (era il 1985…), Joan Thiele con Frah Quintale sceglie Che cosa c’è di Gino Paoli, Marcella Bella con i Twin Violins ripesca L’emozione non ha voce di Adriano Celentano (applausi in sala per il fratello Gianni).
Intensi Achille Lauro e Elodie in A mano a mano di Riccardo Cocciante e Folle città di Loredana Berté e Brunori Sas con Riccardo Sinigallia e Dimartino ne L’anno che verrà di Lucio Dalla.
Divertono The Kolors con Sal da Vinci nel suo Rossetto e Caffè. In due si affidano a Franco Califano: Noemi e Tony Effe con Tutto il resto è noia, e Willy Peyote, Tiromancino e Ditonella piaga con Un tempo piccolo. Doppia citazione anche per Pino Daniele: Massimo Ranieri e i Neri per caso con Quando, Rocco Hunt e Clementino con Yes I know my Way. E pure per Fabrizio De André, scelto da Bresh e dal figlio-epigono Cristiano con Creuza de mä (un’esibizione tormentata da incidenti tecnici e dunque ripetuta due volte) , e da Olly che con Goran Bregovich e la Wedding & Funeral Orchestra rifà Il pescatore… Alla fine vincono Giorgia e Annalisa che mettono le loro voci alla prova di Skyfall, già memorabile colonna sonora del penultimo 007 cantata da Alice. A seguire Lucio Corsi e Fedez che forse con qualche riflesso personale ha cantato con Marco Masini Bella stronza.
Detto che nel look della serata si è fatto notare Mahmood (a torso nudo con calzoni rosso fuoco iperscampanati, una gacca-rete a pelle poi un blazer nero con cintura ingioiellata), chiudiamo con gli ascolti: 13.575.000 spettatori con share record del 70.5%.