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I furbetti dell'hashtag

Collaborazione di Giulia Sabella

È Instagram la nuova frontiera della pubblicità. Sul popolare social network di proprietà di Mark Zuckerberg gli investimenti pubblicitari sono cresciuti del 177% nel 2019. E quest’anno, per la prima volta, la pubblicità sui social e online ha superato quella sui media tradizionali. Chiara Ferragni è la più nota ma di certo non l'unica. In Italia e all'estero l’influencer è diventato un vero e proprio lavoro: più sono i like, i commenti e le condivisioni e maggiori sono le possibilità di essere contattati dai grossi marchi della moda e make up per sponsorizzare prodotti inseriti nella quotidianità della vita degli influencer. Ma la pubblicità è sempre dichiarata? In Italia a regolare la materia ci ha pensato l’Istituto di autodisciplina pubblicitaria, che ha redatto la digital chart: se un post è sponsorizzato l’influencer lo deve dichiarare con un hashtag. Ma c’è anche il Codice del consumo, su cui vigila l’Antitrust: ma se l’Autorità non fa le multe, perché l’influencer dovrebbe mettere l’hashtag giusto?